Le dichiarazioni dell’On. Francesco Cannizzaro sull’ipotesi di un intervento nazionale per reintrodurre temporaneamente il ricorso ai medici a gettone, così come le soluzioni transitorie ipotizzate a livello regionale e il possibile supporto del GOM di Reggio Calabria (On. Giuseppe Mattiani), sono elementi che vanno registrati con attenzione e rispetto istituzionale, ma non possono esaurire il problema.
Il nodo che emerge a Polistena non è diverso da quello che attraversa altri ospedali calabresi. Riguarda la tenuta della terapia intensiva, da cui dipendono la chirurgia generale e la sicurezza complessiva dei presidi.
Proprio per questo Polistena non va isolata né contrapposta ad altri ospedali, ma integrata pienamente nella programmazione d’urgenza regionale, come presidio da mettere in sicurezza e potenziare, insieme agli altri, secondo criteri di bisogno reale e tempi immediati.
Quando servizi essenziali vengono affidati a soluzioni provvisorie, proroghe emergenziali o spostamenti temporanei di personale, il rischio non riguarda un singolo territorio, ma l’intero sistema sanitario regionale. La programmazione è necessaria ma in sanità non basta programmare occorre garantire l’affidabilità del presente ovunque.
La terapia intensiva è uno di quei punti che non possono essere rinviati, compensati o affidati all’attesa. E quando è in gioco, il tempo non è una variabile amministrativa, semplicemente, non può aspettare.
O la sanità calabrese regge insieme, o non regge da nessuna parte.
Gaetano Rosarno – Proposizione Popolare
