Sanità Calabrese: La proposta risposta alla politica

ATTO DI INDIRIZZO

Istituzione dei Punti di Primo Soccorso Territoriali (PPST)

per la riduzione dei tempi di accesso all’emergenza sanitaria e il rafforzamento della sanità di prossimità

Premessa

Il diritto alla salute, garantito dalla Costituzione, non può essere condizionato dalla distanza geografica dai presìdi di emergenza, dalla fragilità della sanità territoriale o dalla gestione permanente dell’emergenza come modello ordinario.

Emancipiamo la Calabria dal rischio di essere dichiarata in “stato di emergenza sanitaria”.
L’emergenza non è una fatalità: è il risultato di un sistema che rinuncia a organizzarsi e si abitua a rincorrere. Accettarla significa normalizzare il ritardo nelle cure e legittimare la distanza come criterio sanitario. I Punti di Primo Soccorso Territoriali servono esattamente a questo: togliere alibi all’emergenza, riportando la sanità nel tempo giusto, prima che l’eccezione diventi sistema.

Nelle patologie tempo–dipendenti (quali infarto, ictus, trauma maggiore, insufficienza respiratoria acuta), il tempo di accesso alle cure rappresenta una variabile clinica determinante per la sopravvivenza e per l’esito sanitario.

Un Pronto Soccorso collocato a decine di chilometri dal luogo dell’evento non può essere considerato “pronto” ai fini della tutela effettiva della salute.

La presente proposta nasce dall’esigenza di colmare il vuoto strutturale tra domicilio e ospedale, rafforzando la sanità di prossimità e garantendo continuità, sicurezza clinica e appropriatezza dell’assistenza.

Articolo 1 – Oggetto

Il presente Atto propone l’istituzione dei Punti di Primo Soccorso Territoriali (PPST) quali presìdi sanitari pubblici di prossimità, operativi in modo continuativo, finalizzati a ridurre i tempi di accesso all’assistenza sanitaria in emergenza–urgenza e a rafforzare la rete territoriale.

Articolo 2 – Natura e necessità del PPST

Il Punto di Primo Soccorso Territoriale (PPST) è un presidio sanitario pubblico di prossimità che si rende necessario non esclusivamente in ragione della distanza chilometrica dai Pronto Soccorso ospedalieri, ma anche in presenza di una o più delle seguenti condizioni strutturali:

  • a) tempi di accesso incompatibili con la gestione delle patologie tempo–dipendenti;
  • b) debolezza o discontinuità della medicina territoriale;
  • c) carichi impropri e cronici sui Pronto Soccorso ospedalieri;
  • d) assenza di presìdi intermedi tra domicilio e ospedale;
  • e) frammentazione tra medicina generale, continuità assistenziale ed emergenza–urgenza;
  • f) presenza di popolazioni anziane, fragili o ad alta incidenza di cronicità.

Il PPST risponde pertanto a una necessità sistemica e strutturale, volta a garantire continuità, sicurezza clinica e appropriatezza dell’assistenza, e non rappresenta una soluzione emergenziale o temporanea.

Il PPST:

  1. è un presidio sanitario pubblico di prossimità;
  2. opera in modo continuativo H24, 365 giorni l’anno;
  3. è collocato secondo il criterio del tempo di accesso alle cure;
  4. non sostituisce il Pronto Soccorso ospedaliero;
  5. non costituisce una guardia medica potenziata;
  6. rappresenta il primo anello strutturale della catena dell’emergenza sanitaria.

Articolo 3 – Funzioni del PPST

Il PPST svolge le seguenti funzioni essenziali:

  • a) primo inquadramento clinico del paziente;
  • b) stabilizzazione delle condizioni cliniche;
  • c) gestione delle emergenze tempo–dipendenti;
  • d) filtro appropriato verso i Pronto Soccorso ospedalieri;
  • e) riduzione dei trasferimenti impropri e non necessari.

Articolo 4 – Operatività e dotazione di personale

Per garantire continuità reale del servizio, turnazioni sostenibili, copertura di ferie e assenze per cause di forza maggiore, ogni PPST deve essere dotato, in via minima, di:

  • n. 6 medici;
  • n. 8–9 infermieri.

Dotazioni inferiori non garantiscono la stabilità operativa del presidio e determinano una gestione emergenziale permanente.

Articolo 5 – Integrazione con il sistema di emergenza

Ogni PPST deve essere:

  1. integrato strutturalmente con il sistema 118;
  2. collegato a un’ambulanza dedicata o in connessione prioritaria;
  3. parte attiva e riconosciuta della rete regionale di emergenza–urgenza.

Articolo 6 – Dotazione tecnologica

Il PPST deve essere attrezzato con:

  • a) sistemi di telemedicina;
  • b) cartella clinica elettronica condivisa;
  • c) collegamento in tempo reale con:
    • Pronto Soccorso ospedalieri,
    • specialisti di riferimento,
    • centrale 118.

La dotazione tecnologica è considerata strumento essenziale di sicurezza clinica e non elemento accessorio.

Articolo 7 – Integrazione con la medicina generale

Ove logisticamente possibile, il PPST deve includere locali ambulatoriali destinati ai Medici di Medicina Generale, al fine di:

  • garantire continuità assistenziale;
  • ridurre gli accessi impropri ai Pronto Soccorso ospedalieri;
  • assicurare presenza medica stabile nel territorio;
  • rafforzare il rapporto di fiducia tra cittadini e sistema sanitario pubblico.

Articolo 8 – Effetti attesi

L’istituzione dei PPST comporta:

  • a) riduzione dei tempi di risposta all’emergenza;
  • b) maggiore sicurezza per i cittadini;
  • c) decongestionamento dei Pronto Soccorso ospedalieri;
  • d) miglioramento delle condizioni di lavoro del personale sanitario;
  • e) superamento della gestione per emergenza;
  • f) maggiore leggibilità e governabilità del sistema sanitario.

Articolo 9 – Trasparenza e responsabilità

L’ente di governo del sistema sanitario regionale è chiamato a garantire la massima trasparenza in merito a:

  • parametri di programmazione del personale;
  • tempi di accesso all’emergenza nei diversi territori;
  • scoperture reali dei servizi;
  • standard minimi adottati.

Ciò che non è visibile non può essere governato.

Articolo 10 – Inclusione formativa degli studenti degli ultimi anni delle facoltà di medicina

I Punti di Primo Soccorso Territoriali possono essere individuati quali contesti di formazione qualificata, attraverso l’inserimento strutturato, supervisionato e non sostitutivo degli studenti iscritti agli ultimi anni delle facoltà di medicina.

L’inclusione degli studenti è finalizzata esclusivamente a:

  • a) favorire la conoscenza della medicina di prossimità e del territorio;
  • b) formare i futuri medici alla gestione del tempo clinico e dell’emergenza;
  • c) rafforzare il legame tra formazione universitaria e servizio sanitario pubblico;
  • d) sviluppare competenze nell’ambito della telemedicina e dell’integrazione digitale.

Restano fermi i seguenti principi non derogabili:

  1. nessuna autonomia clinica agli studenti;
  2. nessuna copertura di carenze strutturali di personale;
  3. esclusivo svolgimento di attività in affiancamento e sotto supervisione;
  4. inserimento nell’ambito di percorsi formativi riconosciuti.

L’inclusione formativa degli studenti costituisce investimento sul futuro della sanità pubblica e strumento di radicamento professionale nei territori.

Articolo 11 – Principio di responsabilità

La mancata realizzazione dei PPST, a fronte della loro concreta fattibilità organizzativa e finanziaria, non può essere ricondotta a limiti tecnici, ma a scelte di priorità decisionale.


Conclusione

Il presente Atto non costituisce uno slogan né una dichiarazione di intenti, ma una proposta di civiltà amministrativa e sanitaria.

Chi intende realmente intervenire sulla sanità territoriale e sull’emergenza–urgenza non deve inventare nuovi modelli, ma attuare questo.

Il cambiamento parte dai Punti di Primo Soccorso Territoriali (PPST).

Gaetano Rosarno – PROPOSIZIONE POPOLARE

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