IL REFERENDUM E LA DIGNITÀ: LA VISIONE DI “PROPOSIZIONE POPOLARE”

In un Paese che spesso lascia il popolo con l’illusione di decidere, noi affermiamo una visione nuova: quella in cui la voce dei cittadini conta davvero, sempre, e non può essere messa a tacere da regole scritte per favorire l’immobilismo.

Il problema oggi

Oggi, per abrogare una legge tramite referendum, non basta la volontà popolare: serve superare un quorum calcolato su tutti gli aventi diritto al voto, anche su milioni di persone che non votano da anni. È un meccanismo che premia chi boicotta, non chi partecipa.
È una trappola: se una parte del popolo alza la testa, basta che l’altra stia zitta perché tutto resti com’è.

La nostra proposta

Noi proponiamo che il quorum venga calcolato solo su chi ha partecipato alle ultime elezioni politiche. Vogliamo che la misura della democrazia sia la partecipazione reale, non quella teorica.

Se un Parlamento può legiferare con il 50% degli elettori, anche il popolo può abrogare leggi con lo stesso criterio.

Questo non è solo un cambio tecnico: è una presa di posizione culturale e politica.
È dire: la volontà attiva del popolo non è meno degna di quella rappresentata. È il suo fondamento.

E se ci fosse la Garanzia di Dignità…

Quante volte i referendum sono stati usati per chiedere ciò che dovrebbe già essere garantito? Un salario dignitoso. Una pensione minima. Un sussidio di sopravvivenza. L’acqua pubblica. Il lavoro stabile. Quesiti che non dovrebbero nemmeno esistere.

Con la nostra proposta di Garanzia di Dignità per l’intero arco di vita, molti dei conflitti che oggi spingono al referendum scomparirebbero. Perché nessun cittadino sarebbe lasciato indietro, e nessuno costretto a lottare per ciò che dovrebbe essere inviolabile: la dignità.

Gaetano Onrasor Rosarno

Erogazione: Garanzia Sussidio Dignità

Ricadute nell’Economia Reale

È una misura che stimola la fiducia, riduce il bisogno di misure emergenziali frammentate e rafforza l’autonomia dei cittadini, che tornano a essere parte attiva dell’economia comunitaria.

L’erogazione del Sussidio di Dignità non rappresenta una spesa improduttiva, ma una forma evoluta di investimento circolare nell’economia reale.
Le risorse distribuite non si disperdono: ritornano immediatamente nel circuito dei consumi essenziali, generano domanda interna stabile, sostengono attività di prossimità, commercio, servizi, microimprese e produzione locale.

In un momento storico segnato da incertezza e stagnazione, il sostegno alla dignità materiale dei cittadini diventa una leva anticiclica, capace di riattivare energia economica diffusa, soprattutto nei territori più fragili.

La Calabria non è un campo di battaglia politica. È una terra che chiede cura.

La Sanità non è né di destra né di sinistra. È malata. E va curata con verità.”

Oggi a Catanzaro c’è stata una manifestazione per la sanità.
Ed è già triste dover dire: “organizzata dalla sinistra”.
Perché la sanità, se funziona, non ha colore. Se non funziona, fa male a tutti.
Eppure, ancora una volta, si è scesi in piazza a nome di una parte, e non di una terra.

Il centrodestra non c’era.
Troppo difficile guardare negli occhi un fallimento quando ha le chiavi della tua stessa casa.
Ma noi non siamo né ospiti né padroni.
Siamo cittadini. E ci riguarda. Tutti. Ora.


La Calabria oggi è commissariata nei reparti, nei bilanci, nella speranza.
Abbiamo accolto medici cubani non per scelta strategica, ma per disperazione.
Abbiamo ospedali svuotati e pazienti costretti a partire come se curarsi fosse un privilegio da conquistare altrove.
Abbiamo famiglie che saltano turni di lavoro per inseguire un referto, una visita, un diritto.

Chi ha manifestato oggi, ha fatto bene.
Chi ha taciuto, ha fatto male.
Ma chi vuole ridurre tutto a “sinistra contro destra” sta tradendo la realtà.


Noi di Proposizione Popolare non ci stiamo.

Non ci stiamo a vedere la rabbia dei calabresi divisa per appartenenza politica.
Non ci stiamo a un dibattito sanitario trasformato in terreno elettorale.
Non ci stiamo a un’illusione bipartisan: quella che basti qualche nome, qualche aiuto dall’estero, qualche slogan da campagna per risolvere un sistema ammalato da anni.


Noi ci stiamo solo per una cosa: la Calabria vera.

Quella dei genitori che aspettano notti intere al Pronto Soccorso.
Quella dei medici che fanno turni infiniti con stipendi da fame.
Quella dei giovani che vorrebbero restare ma non vedono strutture, né fiducia.
Quella che non è invitata ai tavoli di partito, ma abita ogni giorno i corridoi di questa sanità malata.


Proposizione Popolare ha già scritto una proposta di riforma.
Una riforma che parte dalla politica, perché è lì che si ammala tutto.
Chi oggi governa non è il nemico. Ma non può essere neanche l’alibi.
La Calabria non ha bisogno di scontri ideologici.
Ha bisogno di strumenti nuovi, regole pulite, partecipazione vera.

Noi siamo pronti.
Chi ci sta, venga. Ma lo faccia da cittadino, non da tifoso.

Il Governatore Roberto Occhiuto annuncia l’arrivo di ulteriori 48 medici cubani

La Calabria non ha bisogno solo di soluzioni esterne, ma di una riforma radicale del sistema politico che oggi impedisce il risanamento duraturo.


Sta succedendo qualcosa in Calabria. Qualcosa di troppo silenzioso per essere normale.

Il Presidente della Regione, Roberto Occhiuto, ha annunciato l’arrivo di altri 48 medici cubani. Una misura straordinaria, giustificata dall’assenza cronica di personale sanitario. È una notizia che si inserisce nel filone delle emergenze sanitarie ormai permanenti, e che riceve consensi da chi, esasperato, cerca risposte immediate a un sistema che da troppo tempo ha smesso di garantire il diritto alla salute.

Ma mentre l’annuncio corre veloce, ci si ferma troppo poco a chiedere perché siamo arrivati a questo punto.

Non si tratta di essere contro l’arrivo dei medici cubani. Si tratta di chiedersi cosa significhi, per una Regione italiana, affidare strutturalmente pezzi interi del suo sistema sanitario a professionisti stranieri, mentre intere generazioni di giovani calabresi – medici, infermieri, operatori – fuggono altrove.

La Calabria non è irriformabile. Ma è stata commissariata prima nell’amministrazione, poi nell’anima. E quando si smette di credere che un cambiamento sia possibile, anche le soluzioni più temporanee sembrano miracoli.


Perché i Calabresi fuggono?

Fuggono perché qui non trovano spazio. Non per vivere, ma per realizzarsi. Fuggono perché chi merita spesso viene ignorato. Perché i percorsi sono ostruiti da interessi trasversali che si riproducono da decenni. Perché la politica regionale non è mai diventata politica di sistema, ma continua a essere teatro di equilibrio precario, di gestione e non di visione.

Non bastano i medici cubani. Non bastano i commissari. E neanche le denunce a intermittenza. Serve un nuovo impianto istituzionale, che renda possibile la programmazione, l’autonomia, la trasparenza. Serve una riforma politica regionale vera.


Noi, non faremo mai pace col silenzio.

Proposizione Popolare ha scritto nero su bianco una proposta di riforma. È pronta, pubblica, concreta. Non nasce per accusare ma per liberare. Non nasce contro Occhiuto, né contro chi oggi gestisce l’esistente. Nasce perché il problema non è chi ci governa oggi. È il modo in cui siamo autorizzati a farci governare da settant’anni.

Vogliamo che nessun giovane medico calabrese debba andarsene senza aver avuto nemmeno l’occasione di restare. Vogliamo che nessuna madre debba ringraziare un medico cubano con le lacrime agli occhi perché lo Stato ha lasciato sguarnito l’ospedale locale.


Non è utopia. È decisione. Consiglio Regionale ai Comuni

Se non cambiamo il sistema, continueremo a chiedere aiuto. E a un certo punto, non risponderà più nessuno.

Noi, invece, rispondiamo. E invitiamo ogni cittadino calabrese a farlo.

Oggi: È stato un giorno Importante

Comunicato Ufficiale


In data 19 aprile 2025, Proposizione Popolare ha presentato alla Camera dei Deputati una proposta di legge d’iniziativa popolare, volta all’istituzione della Garanzia del Sussidio Sociale e alla modifica dell’articolo 1 della Costituzione italiana.

A seguito della trasmissione dell’atto, il Servizio per i Testi Normativi della Camera ha richiesto, in data 5 maggio 2025,
la presentazione di documentazione integrativa, necessaria per la regolarizzazione della petizione ai sensi dell’articolo 50 della Costituzione.

Oggi, 6 maggio 2025, Proposizione Popolare ha provveduto a trasmettere, tramite posta elettronica certificata (PEC),
tutta la documentazione richiesta, regolarizzando formalmente il procedimento di presentazione della proposta di legge.

Contestualmente, nella stessa data, è stata pubblicata sul sito ufficiale di Proposizione Popolare la Carta dei Principi
che definisce la natura, le finalità e i valori fondativi dell’iniziativa.

Il Futuro non si Rinvia

La Garanzia del Sussidio di Dignità è improrogabile.


Potete anche deriderci, ma noi non faremo mai pace col silenzio.

Nel presente che viviamo come un futuro perpetuo,
dobbiamo issarci al cambiamento.

Il futuro non si attende. Il futuro non si rinvia.
La proposta di Proposizione Popolare incarna il futuro nel presente.

La Garanzia del Sussidio di Dignità non solo proteggerà il cittadino:
emanciperà lo Stato stesso.

L’Operaio diverrà Artigiano.
Non vi saranno più padroni e dipendenti.
Vi saranno solo cittadini liberi di costruire.

Ebbene sì: la povertà sarà una scelta.

Primo Maggio 2025

Festa del Lavoro, Festa della Dignità

Noi non crediamo che il futuro sia già scritto.
Noi crediamo che il futuro si possa scegliere.

Oggi, mentre il nostro Paese si appresta ad aprire la stagione dell’Autonomia Differenziata,
noi scegliamo di ricordare che prima di dividerci nelle competenze dobbiamo unirci nella dignità.

Prima della competizione tra territori, viene la tutela della persona.
Prima della corsa alle deleghe regionali, viene il diritto inviolabile di ogni cittadino a esistere in sicurezza, rispetto e libertà.

Per questo proponiamo che nessuna autonomia regionale possa essere pienamente attuata senza prima garantire, a ogni cittadino italiano, ovunque risieda, il diritto a un Sussidio Sociale Universale per l’intero arco della vita.

Non è una condizione politica.
È una condizione di civiltà.

Non è una scelta ideologica.
È una scelta di amore per il nostro Paese, per la sua storia, per il suo futuro.

Prima la Dignità. Poi tutto il resto.

Oggi, Primo Maggio – Festa del Lavoro – noi non festeggiamo solo il diritto al lavoro.
Noi festeggiamo il diritto di ogni essere umano a vivere con dignità anche quando il lavoro manca, cambia, si trasforma.

Perché il lavoro è libertà.
Ma senza dignità garantita, anche il lavoro diventa prigione.

Noi siamo quelli che hanno deciso di non fare pace con il silenzio.
Noi siamo quelli che non accettano un’Italia spaccata tra privilegi e abbandoni.
Noi siamo quelli che credono ancora che un popolo sia una comunità di destino, non un mercato di interessi.

Per questo, oggi, proponiamo un nuovo patto nazionale:
prima garantiamo la vita, poi distribuiamo le autonomie.
Prima sosteniamo chiunque esista, poi decidiamo chi amministra cosa.

È tempo di scegliere che tipo di Paese vogliamo essere.
Non c’è più tempo da perdere.

Noi, non faremo mai pace col silenzio.
Noi, oggi più che mai, scegliamo la strada del Bene Comune.

PROPOSIZIONE POPOLARE

La Garanzia del Sussidio Sociale non è contro nessuno. È per tutti.

In Italia, ogni giorno, sindacati, patronati, CAF e cooperative sociali si impegnano per aiutare le persone a ottenere ciò che spetta loro. A tutte queste realtà va il nostro rispetto. Ma oggi sentiamo il dovere di proporre un passo in avanti, per tutti.

Un nuovo patto sociale

Con la Garanzia del Sussidio Sociale, proponiamo un diritto universale:
una base economica minima garantita a ogni cittadino italiano,
senza condizioni, senza burocrazia, senza umiliazioni.

Non è un attacco a chi lavora nel sociale.
È un invito a diventare protagonisti della nuova dignità.

Non più gestire il bisogno,
ma accompagnare l’autonomia.
Non più intermediare i diritti,
ma rafforzarli.
Non più inseguire l’emergenza,
ma costruire emancipazione.

Una nuova missione è possibile

Chi oggi lavora nell’assistenza potrà diventare:

  • orientatore della cittadinanza attiva,
  • promotore della qualità del lavoro,
  • sostenitore della partecipazione civica.

Non vogliamo togliere valore a nessuno.
Vogliamo dare un nuovo valore a tutti.

Chi vorrà camminare con noi sarà il benvenuto.
Chi vorrà opporsi, dovrà comunque confrontarsi con la forza di un’idea giusta.

La Garanzia del Sussidio Sociale è il primo passo verso un’Italia dove la dignità non si chiede, si garantisce.

Camminiamo insieme.
Proposizione Popolare

Garanzia del Sussidio Sociale

Una proposta pienamente conforme alla Costituzione Italiana


1. Dignità economica come diritto inviolabile
Articolo 2 – La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo.

2. Uguaglianza sostanziale, non solo formale
Articolo 3 – La Repubblica rimuove gli ostacoli economici che limitano la libertà.

3. Libertà di lavorare senza paura
Articolo 4 – Il diritto al lavoro si realizza se c’è sicurezza economica di base.

4. Assistenza universale, razionalizzata e continua
Articolo 38 – Diritto alla sicurezza economica per l’intero arco di vita.

5. Dignità anche nell’economia privata
Articolo 41 – L’iniziativa economica deve rispettare la dignità umana.


La nostra proposta realizza i principi costituzionali.
Non chiediamo privilegi: chiediamo che la Repubblica mantenga la sua promessa.
Non inventiamo diritti: li rendiamo reali per ogni cittadino.


Proposizione Popolare
Noi, non faremo mai pace col silenzio.

Proposta di Legge d’Iniziativa Popolare

“Garanzia del Sussidio Sociale – Per una Repubblica fondata sulla dignità economica”



Premessa per il Cittadino

“Non è lavoro senza dignità. E non c’è dignità, senza sicurezza economica.”

Viviamo tempi difficili. La precarietà economica non è più un’eccezione, ma la regola. Giovani che non trovano un posto, adulti che lo perdono, anziani che sopravvivono. E intanto, le promesse si susseguono, gli slogan si rincorrono… ma la vita vera resta appesa a un filo.

È arrivato il momento di rimettere la dignità al centro della Repubblica. Non solo la dignità del lavoro, ma la dignità economica: quel diritto inalienabile di ogni persona di non essere lasciata indietro, di non essere costretta a vivere nell’umiliazione, nella dipendenza, nella paura.

La Garanzia del Sussidio Sociale è una proposta concreta, seria, strutturale. Non un bonus, non un’elemosina. Ma un nuovo pilastro costituzionale: un reddito universale che accompagni ogni cittadino dalla nascita alla vecchiaia, che sostenga senza sostituire, che protegga senza frenare.


Articolo 1 – Nuovo Fondamento Costituzionale

“L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sulla dignità economica e sul lavoro.”

Questa modifica non cancella il valore del lavoro. Lo rafforza. Perché senza dignità economica, il lavoro si riduce a schiavitù.


Capitolo I – La Garanzia del Sussidio Sociale

Art. 1 – Definizione

La Garanzia del Sussidio Sociale è un’erogazione economica universale e inalienabile riconosciuta a ogni cittadino italiano dalla nascita alla morte.

Art. 2 – Caratteristiche

  1. Universalità: Nessun criterio di merito, reddito o stato occupazionale. Ogni cittadino ne ha diritto.
  2. Progressività per Età: Cresce con l’età, fino a stabilizzarsi intorno alla maggiore età.
  3. Compatibilità con il Lavoro: Non sostituisce il lavoro. Lo integra.
  4. Tassazione Equa: Tra i 18 e i 65 anni, il sussidio è tassato in base al reddito. In caso di reddito sufficiente, viene sospeso automaticamente.
  5. Pensione di Base Garantita: Dopo i 65 anni, si trasforma in pensione sociale.

Art. 3 – Obiettivi

Garantire un’esistenza libera e dignitosa.

Prevenire e ridurre la povertà.

Incentivare l’autonomia e la partecipazione attiva alla società.


Capitolo II – Attuazione e Sostenibilità

Art. 4 – Integrazione nel Sistema Previdenziale

Il Sussidio viene gestito da un ente pubblico nazionale e integrato nel sistema del welfare esistente.

Art. 5 – Riforma Fiscale

Finanziato da una ristrutturazione equa e progressiva del sistema fiscale, che colpisce i privilegi e protegge i diritti.

Art. 6 – Politiche Attive per il Lavoro

Il sussidio è accompagnato da programmi di:

Formazione e riqualificazione

Supporto alle imprese sociali e alle start-up

Incentivi all’assunzione stabile


Conclusione – Perché Ora

Il tempo delle toppe è finito. Occorre una riforma che vada al cuore del problema: la paura di non farcela. Con la Garanzia del Sussidio Sociale vogliamo dare una risposta concreta, stabile, umana. Una risposta che dice al cittadino: “Non sei solo. La Repubblica è con te. Sempre.”

Proposizione Popolare propone, con spirito di unità e responsabilità, una legge che non divide ma unisce, che non promette miracoli, ma garantisce dignità. Perché nessun futuro è possibile se non fondato sul rispetto della persona.